Lodintasca

Guida alla città under 30

Archivio per novembre 12, 2007

Finalmente, Lodi in tasca!

Guide della nostra città ne sono state prodotte molte: da quelle pratiche con indirizzi e riferimenti per muoversi in città a quelle che descrivono luoghi, palazzi e monumenti di interesse storico e artistico.
E’ la prima volta però che Lodi viene raccontata dai giovani con il lessico e lo sguardo dei giovani, con il loro modo di vedere e sentire la nostra città. Proseguendo l’esperienza di Primaora, il giornale studentesco che ha momentaneamente sospeso le edizioni, un gruppo di giovani studenti che aveva collaborato al giornale, ha visitato e descritto i principali luoghi giovanili, e non solo, della nostra città.
Ne è uscita una guida, “Lodi in tasca”, che raccoglie questo loro “viaggio” lodigiano, le loro impressioni e i loro umori.
Un’iniziativa che rappresenta un concreta attuazione dell’obiettivo dell’amministrazione comunale di favorire l’espressione e il protagonismo giovanili.
Una guida che, crediamo, sarà molto utile per tutti i giovani lodigiani e, insieme alla Carta Lodi Giovani, rappresenta un ulteriore strumento per accogliere gli studenti universitari ospiti della nostra città.

Il Sindaco Lorenzo Guerini
L’Assessore alle Politiche Giovanili
Giuliana Cominetti

C’era una volta…

barbarossa.jpg

…un acquazzone. Una pioggia improvvisa e pazzesca che il 3 agosto 1158, domenica, bagnò da capo a piedi l’imperatore Federico I di Svevia detto il Barbarossa.
C’era il sole, prima. Federico era salito sul Colle Eghezzone (piazzale 3 Agosto, vi dice qualcosa?) con i suoi prìncipi, chiamato dai Lodigiani che – dopo la distruzione di Laus Pompeia (Lodi Vecchio) ad opera dei Milanesi – cercavano un posto dove rifondare la città. Piovve di brutto. E invece di incavolarsi il Barbarossa lo considerò un segno del Cielo: “costruitela qui”, disse tutto bagnato.
C’era il fiume, c’erano tante paludi attorno, ma i Lodigiani lavorarono sodo. Fecero le mura, quattro porte (Regale, Cremonese, Selvagreca e d’Adda). Fecero il Canale Muzza. E già nel XIII secolo quella divenne una terra fertilissima. Terra di agricoltori.

Nel XV secolo Lodi fu assorbita dal vicino Ducato di Milano (‘sti Milanesi…) e via a guerre, assedi, battaglie sotto il dominio francese, spagnolo e poi austriaco.
Dal 1786 Lodi divenne capoluogo di provincia, aumentando di anno in anno i territori di competenza (arrivò a comprendere anche il Cremasco), titolo che perse nel 1859 quando si riunì a Milano (i Milanesi, sempre loro…).
Fu necessario attendere il 27 gennaio 1992 perché Lodi tornasse ad essere Provincia. Da allora, la svolta storica: si cominciarono a vedere in circolazione le prime automobili targate LO.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.