
…un acquazzone. Una pioggia improvvisa e pazzesca che il 3 agosto 1158, domenica, bagnò da capo a piedi l’imperatore Federico I di Svevia detto il Barbarossa.
C’era il sole, prima. Federico era salito sul Colle Eghezzone (piazzale 3 Agosto, vi dice qualcosa?) con i suoi prìncipi, chiamato dai Lodigiani che – dopo la distruzione di Laus Pompeia (Lodi Vecchio) ad opera dei Milanesi – cercavano un posto dove rifondare la città. Piovve di brutto. E invece di incavolarsi il Barbarossa lo considerò un segno del Cielo: “costruitela qui”, disse tutto bagnato.
C’era il fiume, c’erano tante paludi attorno, ma i Lodigiani lavorarono sodo. Fecero le mura, quattro porte (Regale, Cremonese, Selvagreca e d’Adda). Fecero il Canale Muzza. E già nel XIII secolo quella divenne una terra fertilissima. Terra di agricoltori.
Nel XV secolo Lodi fu assorbita dal vicino Ducato di Milano (‘sti Milanesi…) e via a guerre, assedi, battaglie sotto il dominio francese, spagnolo e poi austriaco.
Dal 1786 Lodi divenne capoluogo di provincia, aumentando di anno in anno i territori di competenza (arrivò a comprendere anche il Cremasco), titolo che perse nel 1859 quando si riunì a Milano (i Milanesi, sempre loro…).
Fu necessario attendere il 27 gennaio 1992 perché Lodi tornasse ad essere Provincia. Da allora, la svolta storica: si cominciarono a vedere in circolazione le prime automobili targate LO.

