Lodintasca

Guida alla città under 30

Very important people…

Paolo Gorini (1813 – 1881)
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Matematico e geologo con “l’hobby” della conservazione dei cadaveri. Affascinato dal mistero della morte, della cui compagnia sembra godere, sperimenta la formula per evitare la corruzione del tempo sulle salme: trasformarle in pietra o cenere. Fu lui a compiere la pietrificazione di Giuseppe Mazzini. Lodi gli ha dedicato in segno di stima: una statua (…in pietra) di fronte all’Ospedale Vecchio, una lapide, una via e una scuola. Non si sa mai…

Giuseppina Strepponi (1815 – 1897)
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Vero nome Clelia Maria Josepha. Nata da famiglia lodigiana dedita alla musica esordisce, proprio a Lodi, nell’Elisir d’amore. Fu musa ispiratrice e seconda moglie di Giuseppe Verdi. Interpretò alcune sue opere che contribuì a portare al successo: furono trionfali, grazie alla sua performance, la prima di Nabucco del 1842 e la rappresentazione di Ernani del 1844. Come per molti artisti la vita intensa e disordinata non le permise che una breve carriera. Oggi riposa accanto al marito.

Ada Negri (1870 – 1945)
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Insegnante, giornalista e scrittrice, è considerata una delle più grandi poetesse del secolo. L’infanzia trascorsa nella portineria del palazzo Cingia – Barni (corso Vittorio Emanuele II, 17), dove lavorava la nonna Peppina, ha sicuramente contribuito a farle sviluppare un particolare affetto per la sua città e i suoi abitanti. Molte delle sue liriche e delle sue prose cantano delle piazze, del fiume, dei paesaggi e della vita di Lodi.

Eugenio Castellotti (1930 – 1957)
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Si era comprato la prima Ferrari poco più che diciottenne. Eugenio Castellotti viveva per la velocità: da solo, di giorno o di notte, affrontava le curve della Cisa e sognava le corse vere. Cominciò a vent’anni, con le sport. A ventitre era già campione italiano della montagna. Nel ‘54 lo volle la Lancia, nel ‘55 arrivò la Formula 1: debutto a Monaco, con un grande secondo posto. Il 26 maggio del 1955, a Monza, in prova, prestò la sua auto e il suo casco all’amico Alberto Ascari. Fu tra i primi a soccorrerlo, dopo l’incidente nel quale Ascari morì. Dalla domenica successiva fu prima guida della Lancia-Ferrari: chiuse quel Mondiale con un terzo, magnifico posto. Nel 1956 vinse la Mille Miglia, la 12 ore di Sebring, e si innamorò della soubrette Delia Scala. Dicono che avesse passato la notte con lei, prima del tragico 14 marzo del ‘57. Dicono che con lei avesse avuto una discussione violenta. Dicono che fosse stanco, sulla pista di prova dell’autodromo di Modena. Dicono che volesse dimostrare di essere comunque il migliore a Enzo Ferrari, che seguiva i suoi giri dalle tribune. Non riuscì a frenare in quella curva che aveva domato migliaia di volte. Morì, a soli 27 anni.

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